Punti chiave
I Google Core Updates ricalcolano l’autorevolezza dell’intero ecosistema web attraverso algoritmi avanzati di intelligenza artificiale che valutano la qualità globale dei siti indicizzati. Queste modifiche strutturali premiano l’esperienza diretta degli autori sugli argomenti trattati e l’aderenza all’intento di ricerca degli utenti, cercando di identificare e neutralizzare le manipolazioni. La visibilità organica nei risultati dipende dunque dalla coerenza semantica dei contenuti e dal reale valore che offrono ai navigatori.
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Valutazione complessiva del dominio
Gli algoritmi di aggiornamento di Google vanno oltre l’esame della singola pagina e misurano l’autorevolezza dell’intera architettura web, con filtri anti-spam e tecniche di recupero vettoriale. Google ha indicato di usare una tecnica simile a MUVERA;
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Neutralizzazione delle manipolazioni
I sistemi di update isolano e annullano retroattivamente il valore dei backlink (link in entrata) artificiali e dei contenuti di bassa qualità. Qualche recupero è possibile anche fra un aggiornamento e l’altro, benché i cambiamenti maggiori arrivino di solito con il core update successivo. Dopo uno spam update il recupero può richiedere molti mesi;
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Impatto sui settori sensibili
Le pagine web che riguardano salute, finanza e commercio elettronico possono subire notevoli fluttuazioni nel ranking, che favoriscono le realtà istituzionali e penalizzano gli aggregatori privi di recensioni verificate;
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Neutralità verso la generazione artificiale
I criteri di classificazione non discriminano i testi prodotti tramite intelligenza artificiale, ma svalutano però drasticamente i contenuti privi di supervisione editoriale umana e utilità effettiva;
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Risposte generative nella Ricerca
Il 15 maggio 2026 Google ha esteso le norme contro lo spam alle risposte generative della Ricerca, come AI Overviews (i riassunti generati in cima ai risultati) e AI Mode (la modalità di ricerca conversazionale). A giugno 2026 Search Console, lo strumento di Google per i proprietari dei siti, ha introdotto report dedicati alle impressioni in queste risposte;
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Tendenze di posizionamento in Google Discover
Con l’aggiornamento di febbraio 2026 il feed di notizie per dispositivi mobili Google Discover ha iniziato a dare più spazio ai siti con sede nel paese dell’utente, a partire dagli utenti di lingua inglese negli Stati Uniti. Premia inoltre la competenza tematica verticale e svaluta i titoli sensazionalistici e le pubblicazioni occasionali fuori nicchia.
Introduzione e definizione dei Google Core Updates
L’infrastruttura di Google si basa su una capacità di esplorazione continua dell’ecosistema digitale, definita crawling. Prima ancora che un utente effettui una ricerca, i sistemi automatici di Google hanno già analizzato e organizzato un’enorme mole di documenti per renderli accessibili. Questa fase preparatoria e ininterrotta costituisce il vero fondamento su cui si basa l’intera architettura del motore di ricerca.
I Google Core Updates rappresentano le modifiche strutturali più significative applicate al motore di ricerca di Alphabet Inc. Questi aggiornamenti alterano le fondamenta stesse del sistema di classificazione dei risultati. Il loro scopo principale consiste nel premiare i contenuti di altissima qualità e migliorare l’esperienza di ricerca degli utenti.
Cos’è un Google Core Update: natura e obiettivi primari
Un Google Core Update interviene sul nucleo centrale dell’algoritmo di ricerca (il sistema matematico che ordina le pagine web). Google modifica i criteri di valutazione per allineare i risultati alle aspettative degli utenti. Questo processo ricalcola l’importanza di miliardi di pagine web indicizzate.
L’obiettivo primario di queste operazioni consiste nell’aumentare la visibilità dei materiali autorevoli e pertinenti, poiché allineati agli intenti di ricerca degli utenti. Il sistema esegue una rivalutazione generale e simultanea dell’intero ecosistema web. I nuovi criteri di qualità vengono applicati a tutti i domini presenti nell’indice di ricerca.
Evoluzione storica: dagli aggiornamenti mirati agli interventi strutturali
Nei primi anni di vita del motore di ricerca, le modifiche algoritmiche colpivano tecniche di manipolazione specifiche. Gli ingegneri rilasciavano filtri indipendenti per contrastare singole criticità. Questa strategia frammentata causava fluttuazioni continue e improvvise delle classifiche.
L’evoluzione tecnologica ha spinto l’azienda a modificare questa architettura di base. L’integrazione del machine learning (l’apprendimento automatico delle macchine) ha permesso di analizzare i siti web nella loro interezza. Le valutazioni separate sono state sostituite da un unico apparato di classificazione integrato.
Le macchine esaminano la qualità complessiva del dominio attraverso reti neurali complesse. I Core Updates rappresentano il culmine di questo passaggio verso una comprensione profonda del testo. Il sistema premia l’autorevolezza generale e l’esperienza dimostrata dall’autore.
Frequenza e dinamiche di rilascio (Rollout)
Google implementa gli aggiornamenti principali con una cadenza periodica. La frequenza media prevede diverse modifiche strutturali distribuite a distanza di mesi l’una dall’altra. L’azienda annuncia pubblicamente l’avvio di queste operazioni tramite i propri canali ufficiali.
A fine settembre 2026 Google aveva annunciato sette aggiornamenti nell’anno, contro i quattro dell’intero 2025. Il conteggio comprende core update, spam update (gli aggiornamenti mirati ai contenuti che violano le norme di Google contro lo spam) e un aggiornamento dedicato a Google Discover. Fra la conclusione del March 2026 Core Update e l’avvio del May 2026 Core Update sono trascorse circa sei settimane.
La fase di distribuzione dell’aggiornamento viene definita tecnicamente Rollout (il periodo di rilascio effettivo). Questo processo richiede solitamente dalle due alle quattro settimane per completare la propagazione globale. I centri dati sparsi sul pianeta necessitano di questo tempo fisico per ricalcolare i posizionamenti.
Durante questa finestra temporale, i risultati di ricerca subiscono alterazioni profonde e repentine. I professionisti del settore osservano cambiamenti sostanziali nel traffico organico, cioè quello generato dai visitatori provenienti dai risultati gratuiti e che può essere oggetto di ottimizzazione con pratiche di Search Engine Optimization (SEO). La stabilizzazione delle classifiche di posizionamento nelle pagine dei risultati del motore (SERP) avviene in modo definitivo solo al termine ufficiale delle procedure di calcolo.
I rollout dei core update del 2026 sono durati meno di due settimane. Il March 2026 Core Update si è chiuso in circa 12 giorni. Il May 2026 Core Update, annunciato con una finestra fino a due settimane e si è concluso in 11 giorni e 21 ore.
Gli spam update del 2026 hanno avuto durate molto diverse, da meno di un giorno a quasi due settimane.
Come funzionano gli aggiornamenti principali
Gli interventi al motore di ricerca operano attraverso un sistema di filtri matematici integrati che non operano in modo ‘isolato’ su singole pagine web. I sistemi di intelligenza artificiale attuano infatti un allineamento continuo per valutare la qualità complessiva dell’interezza dei siti.
Il Modello della valutazione globale del sito
Il calcolo della pertinenza, come si diceva, supera dunque l’esame del singolo articolo per estendersi al dominio nella sua totalità. Il motore di ricerca esamina la coerenza dei materiali pubblicati da un editore nel tempo. Questa analisi previene il posizionamento di contenuti singoli ben scritti all’interno però di piattaforme generalmente scadenti.
I filtri misurano l’esperienza dell’autore e la profondità delle informazioni fornite. Un aggiornamento principale modifica il modo in cui il sistema percepisce l’autorità generale di un intero progetto web. Le pagine perdono o guadagnano visibilità in base al punteggio di qualità assegnato all’architettura principale.
L’Integrazione dei sistemi algoritmici (Helpful Content, Reviews, Spam)
L’architettura del motore di ricerca fonde molteplici moduli di controllo in un unico processo di classificazione. Il sistema valuta simultaneamente la chiarezza dell’esposizione, la presenza di recensioni autentiche e l’assenza di manipolazioni. I rilasci periodici degli aggiornamenti calibrano i filtri per disincentivare la pubblicazione di testi che abbiano scarsa originalità.
L’identificazione e la gestione dei contenuti scadenti si affida a reti neurali come SpamBrain (il modulo di intelligenza artificiale per la prevenzione dello spam). L’inserimento di nuovi parametri permette al sistema di riconoscere reti di domini scaduti e architetture di link manipolative. I controlli non abbattono l’intero sito web in modo punitivo, ma eseguono una neutralizzazione selettiva della parte compromessa.
Questa logica chirurgica isola e ignora proattivamente i collegamenti artificiali e le pagine generate per manipolare i risultati. La rimozione di queste alterazioni provoca un riposizionamento verso il basso, poiché i benefici dei link spam vengono sottratti in modo definitivo.
Il 15 maggio 2026 Google ha aggiornato l’introduzione delle proprie norme contro lo spam. La definizione di spam comprende anche i tentativi di manipolare le risposte generate dall’intelligenza artificiale nella Ricerca, come AI Overviews (i riassunti generati in cima ai risultati) e AI Mode (la modalità di ricerca conversazionale). Chi usa tecniche di spam per comparire in queste risposte può subire azioni da parte di Google.
Google ha motivato la modifica con l’esigenza di chiarire che le norme valgono per tutta la Ricerca, risposte generative comprese: l’intervento ha dunque precisato l’ambito di applicazione delle regole esistenti. Lo spam update di giugno 2026, il primo successivo alla modifica, le ha applicate nella nuova formulazione.
L’infrastruttura di recupero vettoriale (MUVERA e Graph Foundation Model)
Il motore di ricerca deve analizzare miliardi di pagine web per restituire i risultati giusti in poche frazioni di secondo. L’azienda sviluppa sistemi matematici sempre più efficienti per alleggerire questo enorme carico di lavoro e velocizzare le risposte agli utenti.
La tecnologia MUVERA introdotta da Google nel 2025 aumenta la precisione nell’estrazione delle pagine e riduce le risorse dei server necessarie, con tempi di latenza (il ritardo nella risposta) più bassi per gli utenti. Il contesto strutturale di MUVERA è fornito dal modello AI Graph Foundation Model (GFM) è pensato per comprendere i concetti attraverso strutture a grafo complesse.
Tecniche di questo tipo puntano a valutare le relazioni semantiche nascoste tra i concetti con un’accuratezza superiore. Un’ottimizzazione strutturale di questo genere supporta le operazioni per le frasi lunghe e le ricerche articolate. I server possono così gestire in modo più rapido le analisi richieste dai grandi modelli linguistici.
Nel luglio 2025 Gary Illyes di Google ha spiegato che la Ricerca usa qualcosa di simile a MUVERA senza chiamarlo così. Nella stessa occasione ha detto di ritenere che il Graph Foundation Model non sia in produzione nella Ricerca. Sull’integrazione delle due tecnologie nel nucleo dell’algoritmo, e sul loro legame con i core update, mancano conferme ufficiali.
Il Ruolo dei Search Quality Rater e le Linee guida (E-E-A-T)
L’istruzione delle intelligenze artificiali dipende da migliaia di valutatori umani chiamati Search Quality Rater. Questi operatori seguono un manuale ufficiale per giudicare l’affidabilità e l’esperienza dimostrata su una pagina in cui viene definito il framework di principi E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trust). Le regole di valutazione subiscono modifiche costanti per riflettere le nuove esigenze di sicurezza.
I manuali aggiornati introducono restrizioni severe per le tematiche che incidono sulla società e sulle istituzioni, denominate YMYL (Your Money or Your Life). I rater devono applicare la massima cautela verso le informazioni pubbliche, le votazioni e le crisi geopolitiche. Le direttive equiparano inoltre i giudizi qualitativi per le risposte generate dall’intelligenza artificiale a quelli previsti per i risultati classici.
Il parametro dell’affidabilità diventa il fattore centrale e vincolante per classificare gli argomenti sensibili. L’utilizzo di espressioni linguistiche tipiche delle macchine automatiche segnala agli operatori una mancanza di revisione editoriale umana. Questa disattenzione comporta una classificazione negativa nei punteggi di competenza stabiliti dalle linee guida centrali.
Nell’ottobre 2026 la guida di Google sui contenuti utili, affidabili e pensati per le persone ha aggiunto un paragrafo che si focalizza sugli autori inesistenti. Google indica come esempi di inganno le foto generate dall’intelligenza artificiale, i nomi inventati e le credenziali false usati per far apparire un contenuto come opera di esperti umani. Ogni forma di inganno rende la pagina inaffidabile per gli utenti e per i sistemi automatici di qualità, ed è un segnale di pagina di bassa qualità.
Le linee guida dei Search Quality Rater trattavano già i profili d’autore fabbricati come un inganno da valutare con il giudizio più basso. Google ha motivato anche un altro aggiornamento della propria documentazione, quello sui contenuti generati con l’IA, con l’integrazione di informazioni tratte da queste linee guida.

Impatto sulle SERP e analisi della volatilità
I Google Core Updates, come illustrato in precedenza generano spesso variazioni significative nella disposizione dei risultati di ricerca. L’osservazione di questi movimenti permette ai professionisti di comprendere le nuove logiche di classificazione. Le variazioni repentine definiscono le priorità strutturali del motore di ricerca.
Identificare l’impatto: cali algoritmici vs. fluttuazioni fisiologiche
Distinguere un calo dovuto a un aggiornamento da una normale variazione di traffico richiede un’analisi attenta. Le fluttuazioni fisiologiche avvengono quotidianamente per aggiustamenti minori o per normali cambiamenti nella domanda degli utenti. Oltre a Google Search Console, lo strumento con cui Google mostra ai proprietari dei siti i dati della Ricerca, esistono numerosi servizi commerciali di misurazione esterni al motore che possono essere utili per documentare le fluttuazioni e la volatilità dei risultati.
Un calo algoritmico si manifesta con una perdita netta e improvvisa di posizioni per un volume elevato di parole chiave. Questa diminuzione si verifica in modo simultaneo su decine di pagine dello stesso sito web. Il traffico organico crolla repentinamente creando una linea di demarcazione evidente nei grafici di analisi.
La volatilità registrata dagli strumenti esterni può comparire anche senza aggiornamenti confermati. Il blog Search Engine Roundtable ha per esempio registrato una volatilità marcata il 24 ottobre 2026, dopo movimenti non confermati il 16 e il 20-21 ottobre. Al 19 ottobre l’ultima voce di ranking del Search Status Dashboard (la pagina in cui Google annuncia avvio e conclusione degli aggiornamenti) restava lo spam update di settembre, concluso l’8 ottobre e l’ultimo core update annunciato risaliva a maggio.
Dopo lo spam update di settembre 2026 gli strumenti di terze parti che misurano posizionamento e volatilità hanno avuto difficoltà di tracciamento, in parte superate a fine ottobre. I forum hanno segnalato anche ritardi di giorni nei dati di Search Console. Le letture della volatilità di quel periodo richiedono quindi cautela.
Tempistiche di impatto: anomalie durante e dopo il rollout
Gli effetti di un aggiornamento principale non sono quasi mai istantanei. I data center globali richiedono un’elaborazione estesa per ricalcolare miliardi di nodi di connessione e aggiornare gli indici. Questa enorme mole di dati rende necessaria una propagazione graduale per evitare instabilità nei sistemi.
Durante il periodo di rilascio si verificano inversioni di tendenza e anomalie temporanee nei risultati mostrati agli utenti. Le classifiche subiscono oscillazioni continue prima di stabilizzarsi nella nuova configurazione. La valutazione definitiva dell’impatto su un sito web deve avvenire esclusivamente dopo il termine ufficiale del processo di aggiornamento.
Nel May 2026 Core Update la volatilità si è intensificata nell’ultima settimana del rollout, con un’impennata dal 29 maggio e un picco il 30. Secondo Search Engine Roundtable, oscillazioni marcate sono proseguite anche dopo la chiusura ufficiale. Questa è una prova che l’assestamento delle classifiche può proseguire anche oltre il termine annunciato.
Differenze settoriali: eCommerce, YMYL e autorevolezza del marchio
Gli aggiornamenti possono colpire specifici settori con intensità e dinamiche differenti. Il motore di ricerca integra i segnali legati al marchio e le metriche di affidabilità in modo sempre più forte.
Le analisi sui core update del 2026 si basano su dati di visibilità di terze parti: sono stime, distinte dai dati di traffico e dalle dichiarazioni di Google. Sui dati SISTRIX per la Germania il March 2026 Core Update risulta sbilanciato verso le perdite: fra 1.371 domini con variazioni evidenti, 134 sono perdenti netti e 32 vincitori, un rapporto di quattro a uno. Le basi dati divergono però su alcuni domini: nell’analisi di Amsive curata dalla specialista SEO Lily Ray Reddit e Instagram figurano tra i grandi perdenti, con -64,2 e -48,1 punti di visibilità, mentre i dati SISTRIX per il Regno Unito li collocano diversamente.
Nel May 2026 Core Update hanno guadagnato visibilità le pagine più coerenti con l’intento della ricerca e con il mercato dell’utente, secondo i dati SISTRIX per Stati Uniti e Regno Unito esaminati dalla consulente SEO Aleyda Solis, che per il fenomeno ha forgiato la definizione di “intent-destination reset”: la visibilità si è spostata verso il tipo di fonte che risponde meglio all’intento dominante di ciascun gruppo di ricerche. Fra le variazioni indicate da Solis, i siti di riferimento canonici hanno guadagnato oltre il 20%, gli strumenti di pronuncia hanno perso oltre il 30% e le piattaforme social e video sono rimaste quasi stabili, fino a +4%.
Le ripercussioni strutturali dei Core Updates ridefiniscono generlamente le gerarchie di visibilità in base a categorie di mercato:
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Commercio Elettronico e Abbigliamento
I domini con una solida infrastruttura per le vendite ottengono un netto incremento di visibilità. Il sistema tende a favorire ii marchi istituzionali rispetto ai siti basati su recensioni amatoriali, valorizzando la stabilità e la forte autorevolezza transazionale.
Nel Regno Unito, con il core update di maggio 2026, i marketplace con dominio .com sono scesi di circa il 55%, mentre i retailer con dominio nazionale sono saliti del 20-25%;
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Finanza e Istituzioni (YMYL)
Il settore finanziario registra crescite costanti in particolare per le piattaforme governative e i domini istituzionali. Queste entità beneficiano di un ricalcolo al rialzo dei pesi di autorevolezza grazie alla loro elevata densità di segnali fiduciari verificabili;
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Salute e Medicina (YMYL)
I grandi portali enciclopedici possono subire contrazioni severe del traffico organico. L’algoritmo tende a prediligere le piattaforme che offrono dati strutturati e recensioni verificate sui professionisti sanitari, riducendo l’esposizione dei contenuti privi di utilità applicativa immediata.
Con il core update di maggio 2026 l’esito è stato diviso: in crescita i siti affidabili, in calo netto gli strumenti di utilità. Sul piano della presentazione dei risultati, la società di dati strutturati Schema App ha osservato che Google ha smesso di mostrare le stelle delle recensioni per le pagine sanitarie che usano il markup delle recensioni, con un primo calo da fine maggio e un secondo all’inizio di agosto;
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Sistemi di Recensione e Aggregazione
Il motore di ricerca traccia una linea di demarcazione netta tra i siti basati su acquisti verificati e gli aggregatori aperti. Le piattaforme prive di rigidi controlli cedono quote di traffico a causa della loro intrinseca vulnerabilità allo spam generato dagli utenti, ma allo stesso tempo questa tipologia di contenuti può essere premiata quando genuina e verificabile.
Con il March 2026 Core Update, secondo la già citata Solis, la visibilità si è spostata dagli intermediari e dagli aggregatori verso i marchi di destinazione, come agenzie di viaggio online e comparatori. Con il core update di maggio i marketplace di lavoro e di viaggi hanno guadagnato tra il 40 e l’80%, dopo le perdite di marzo, mentre forum e siti di domande e risposte hanno perso tra il 20 e il 30%.
Strategie di analisi e recupero post Core Update
Le procedure per ripristinare la visibilità organica richiedono un’analisi strutturale del progetto web. Le fluttuazioni indotte dagli aggiornamenti principali non dipendono quasi mai da singoli errori tecnici isolati. Il recupero necessita di una revisione completa incentrata sul valore reale offerto ai visitatori, che si attua attraverso specifici SEO audit .
L’approccio alle manipolazioni e ai link artificiali
Google ha modificato nel tempo l’approccio verso le pratiche manipolative, fino ad arrivare ad attuare una logica di neutralizzazione chirurgica per gestire le anomalie. Questo sistema sostituisce le precedenti azioni punitive rivolte indiscriminatamente all’intero dominio.
Le reti neurali isolano proattivamente i collegamenti artificiali e le sezioni create in serie per manipolare i risultati. Il sistema annulla il passaggio di valore associato a questi elementi non naturali. I siti web subiscono un riposizionamento verso il basso a causa della perdita retroattiva e definitiva dei benefici di ranking.
La pulizia formale del profilo dei collegamenti esterni non garantisce il recupero delle posizioni perse. In questi casi l’autorità artificiale sottratta non può essere riacquistata tramite semplici operazioni di correzione tecnica.
Audit dei contenuti: metriche di qualità, rilevanza e utilità
La valutazione dei materiali pubblicati richiede un’indagine severa sul grado di approfondimento che apportano. I sistemi di classificazione devono misurare l’utilità effettiva senza discriminare a priori tra testi generati dall’intelligenza artificiale o da esseri umani. Il processo di classificazione deve però premiare unicamente le risorse capaci di soddisfare appieno le esigenze di ricerca, non quelle più rapide o più economiche da realizzare.
La produzione massiva di contenuti basati su modelli preimpostati provoca come già ricordato perdite di visibilità drastiche. La supervisione editoriale rigorosa rimane un requisito indispensabile per certificare la competenza pratica.
L’aggiornamento della guida di Google sui contenuti pensati per le persone, datato ottobre 2026, ha aggiunto un paragrafo sul main content e una sezione su come i valutatori lo esaminano. Il main content, cioè il contenuto principale, è qualsiasi parte della pagina che contribuisce direttamente al suo scopo. La guida indica quattro attributi per valutarlo, utili anche come criteri di audit:
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Impegno
Il lavoro e la cura investiti nella realizzazione del contenuto;
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Originalità
L’apporto di informazioni, analisi o prospettive proprie, assenti nelle altre fonti;
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Talento o abilità
La competenza con cui il contenuto è realizzato, dalla scrittura alla presentazione;
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Accuratezza
La correttezza fattuale delle informazioni presentate.
Tempistiche di recupero: Il ciclo tra gli aggiornamenti
Visti i tempi tecnici necessari perché le ottimizzazioni possano essere assimilate dagli algoritmi di Google occorre essere pazienti e monitorare costantemente la fase post-modifica, oltre che implementare costantemente la qualità dei contenuti e dei segnali esterni.
Come già indicato in precedenza qualche recupero è possibile anche fra un aggiornamento e l’altro, ma un ripristino sostanziale del traffico organico si verifica solitamente in concomitanza con un successivo aggiornamento principale. Il sistema esegue un ricalcolo globale per accertare che i miglioramenti apportati risultino stabili. È essenziale quindi mantenere un piano di pubblicazione coerente e duraturo per ricostruire la fiducia del motore di ricerca.
Automazione della diagnostica: nuovi strumenti AI in Search Console
Gli strumenti di analisi delle prestazioni messi a disposizione da Google si avvalgono di interfacce sempre più autonome. Un segnale di questo cambiamento è stato la chiusura dello storico account istituzionale Search Liaison di Danny Sullivan, che da anni faceva da ‘ponte’ tra Google e i webmaster.
Il motore di ricerca punta sulla disponibilità di nuovi strumenti integrati per i responsabili dei siti web, come per esempio un filtro che consente di monitorare le prestazioni di gruppi di query, oppure un filtro avanzato per l’esclusione o l’inclusione automatica delle query legate ai marchi, che separa le ricerche per nome dell’azienda da quelle generali, in modo da quantificare l’impatto reale dei contenuti al di là della notorietà del dominio.
Le capacità analitiche sono state inoltre aumentate introducendo un modulo sperimentale di configurazione basata sull’intelligenza artificiale. Con questa funzionalità è possibile interrogare il database utilizzando espressioni in linguaggio naturale.
L’algoritmo traduce le richieste in filtri matematici e restituisce immediatamente i risultati sullo schermo, offrendo anche dei suggerimenti di ricerca come “Qual è il mio traffico rispetto al mese scorso?” oppure “Qual è stato il CTR delle mie pagine in Italia la settimana scorsa?”.
A partire da giugno 2026 Search Console offre report sulle prestazioni nelle funzioni di IA generativa, con viste dedicate alle impressioni nei risultati generativi della Ricerca, come AI Overviews e AI Mode, e in quelli di Discover. Il rilascio, graduale, è stato esteso a tutti i siti al 31 agosto 2026, e i siti con poche impressioni in queste funzioni possono non vedere il report. I report misurano le impressioni, ma non i clic né il CTR: il traffico proveniente da queste citazioni resta aggregato al traffico organico ‘classico’.
Insieme ai report è arrivato il Search generative AI control, un’impostazione di Search Console che esclude i contenuti del sito dalle funzioni generative della Ricerca e da quelle di Discover. I siti che la attivano non ricevono traffico né impressioni da queste funzioni e, secondo Google, la scelta non è usata come segnale di ranking per i risultati esterni alle funzioni generative. Anche il controllo è disponibile per tutti i siti da agosto 2026.

L’Evoluzione dei Core Updates con l’intelligenza artificiale e la ricerca semantica
L’integrazione dell’intelligenza artificiale generativa ha trasformato i criteri di classificazione dei risultati. Il motore di ricerca si concentra sull’estrazione del significato profondo dei testi. Le macchine valutano l’utilità reale delle informazioni rispetto alla semplice correttezza grammaticale.
L’Adattamento dei criteri di qualità ai contenuti generati dall’IA
Il sistema di classificazione risulta indifferente allo strumento utilizzato per la produzione del testo. Gli algoritmi non discriminano tra i materiali elaborati dalle reti neurali e quelli scritti da autori in carne ed ossa. L’analisi si concentra sul livello di utilità e sull’originalità erogata al lettore.
I manuali per i valutatori umani riflettono queste nuove dinamiche e penalizzano esplicitamente i documenti che presentano formule meccaniche che segnalano una inequivocabile generazione automatica di contenuti in assenza di controllo editoriale umano. Questa mancanza riduce drasticamente i punteggi legati all’esperienza empirica e alla competenza specifica sull’argomento.
A inizio ottobre 2026 Google ha aggiornato la guida sull’uso dei contenuti generati con l’IA, confermando la neutralità rispetto allo strumento di produzione: la pagina non indica penalizzazioni per i contenuti in quanto generati con l’IA. La guida spiega che i modelli generativi prevedono sequenze di parole probabili invece di recuperare fatti e possono quindi produrre inesattezze. Per questo definisce critico verificare e rivedere manualmente tutti i contenuti generati con l’IA prima della pubblicazione.
La revisione si estende anche ai metadati:
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Elemento title
Il titolo della pagina mostrato nei risultati di ricerca;
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Meta description
La breve descrizione che può comparire sotto il titolo nei risultati;
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Dati strutturati
Il codice che descrive ai motori di ricerca il contenuto della pagina;
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Testo alternativo delle immagini
La descrizione testuale delle immagini, letta anche dalle tecnologie assistive.
Comprensione vettoriale profonda e valutazione dell’intento di ricerca
Le tecnologie di elaborazione del linguaggio naturale permettono al motore di ricerca di andare oltre la semplice corrispondenza delle singole parole chiave. Il sistema esamina la struttura delle frasi per intercettare l’intento di ricerca latente (il vero bisogno informativo nascosto dietro la domanda), trasformando i testi in vettori per calcolare la distanza semantica tra i vari concetti.
Le infrastrutture avanzate mappano le informazioni creando enormi strutture a grafo per stabilire le relazioni tra entità diverse. L’aggiornamento dei sistemi di base ottimizza le operazioni di calcolo per le richieste più articolate. Le risorse web devono rispondere in modo esaustivo a queste reti concettuali complesse per ottenere un buon posizionamento.
Gli operatori devono giudicare le sintesi automatiche generate dall’IA con la medesima severità applicata ai frammenti in primo piano ‘classici’. L’accuratezza fattuale rappresenta il requisito inderogabile per l’intera composizione della pagina dei risultati.
Le risposte generative nella Ricerca: AI Overviews e AI Mode
Chi legge un riassunto di AI Overviews può porre una domanda di approfondimento e proseguire la conversazione in AI Mode. Google ha avviato anche la distribuzione di una nuova casella di ricerca che si espande per accogliere richieste più lunghe, in tutti i paesi e le lingue in cui AI Mode è disponibile.
Al Google I/O 2026, la conferenza annuale di Google per gli sviluppatori, l’azienda ha dichiarato che AI Mode superava il miliardo di utenti mensili, con ricerche più che raddoppiate ogni trimestre dal lancio. Il 19 maggio 2026 Gemini 3.5 Flash, uno dei modelli di intelligenza artificiale di Google, è diventato il modello predefinito di AI Mode per tutti gli utenti, in tutti i paesi in cui la funzione è disponibile.
La sezione sugli strumenti di diagnostica in Search Console descrive i report dedicati alle risposte generative della Ricerca.
Dinamiche Algoritmiche in Google Discover
Il feed di notizie automatico Google Discover opera attraverso un sistema di classificazione indipendente rispetto alla rete di ricerca tradizionale. L’infrastruttura valuta preventivamente gli interessi degli utenti per suggerire articoli non ricercati attivamente. Le modifiche algoritmiche dedicate a questa parte della Ricerca Google danno più peso alla provenienza locale e alla specializzazione dei contenuti.
Filtro di località e misurazione della competenza tematica
Il Discover core update di febbraio 2026 ha introdotto un criterio locale nella selezione dei contenuti. Google lo ha descritto come una maggiore presenza di contenuti provenienti da siti con sede nel paese dell’utente, insieme a contenuti approfonditi, originali e tempestivi di siti con competenza sull’argomento. Il criterio ha suscitato discussioni nei forum sul rapporto tra la sede operativa dell’editore e la geolocalizzazione del lettore: la descrizione ufficiale indica una preferenza per i contenuti locali, senza una verifica di corrispondenza esatta tra le due.
Al lancio il criterio riguardava gli utenti di lingua inglese negli Stati Uniti, e Google ne ha annunciato l’estensione a tutti i paesi e le lingue per i mesi successivi. Secondo Search Engine Land, l’effetto sui siti non statunitensi che pubblicano per un pubblico statunitense potrebbe attenuarsi con l’estensione globale.
L’algoritmo frammenta la misurazione dell’autorevolezza assegnando punteggi separati per singola tematica. Il sistema premia le piattaforme digitali che garantiscono una copertura verticale e continuativa su argomenti specifici. I grandi portali di intrattenimento registrano flessioni di traffico se tentano di posizionarsi su nicchie isolate tramite articoli occasionali.
I criteri di qualità svalutano inoltre le tecniche di scrittura basate su pratiche che fanno uso di toni sensazionalistici in titoli progettati unicamente per forzare il clic dell’utente.
Storico degli aggiornamenti algoritmici di Google tra il 2025 e il 2026
Di seguito, i Google Core Updates che hanno agito sull’intero sistema di valutazione e gli Spam Updates mirati a colpire e declassare le piattaforme che violano apertamente le linee guida ufficiali, rilasciati dal motore di ricerca nel 2025 e nel 2026.
Gli Interventi Strutturali Rilasciati nel 2025
Google nel 2025 ha rilasciato quattro aggiornamenti:
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L’Aggiornamento di Marzo 2025 (Core Update)
L’aggiornamento Core Update di marzo 2025 ha provocato le fluttuazioni più intense dell’anno su tutti i comparti informativi, dal commercio elettronico fino ai portali governativi. Il sistema ha ricalcolato il peso dei forum di discussione, premiando unicamente le grandi community consolidate (come Reddit) e penalizzando drasticamente i portali minori. Gli algoritmi hanno inoltre colpito i domini basati sulla generazione automatica di enormi volumi di pagine prive di reale utilità per le persone;
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L’Aggiornamento di Giugno 2025 (Core Update)
La modifica estiva del Core Update di Giugno 2025 ha favorito una maggiore varietà di risorse valide e ha permesso il parziale recupero dei siti precedentemente colpiti dai filtri sulla qualità testuale. Sul legame tra questo aggiornamento e i modelli MUVERA e Graph Foundation Model mancano conferme ufficiali;
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Il Filtro Antispam di Agosto 2025 (Spam Update)
Lo Spam Update di Agosto 2025 ha interessato simultaneamente tutte le lingue per potenziare le difese automatiche contro i contenuti ingannevoli. L’intervento ha applicato esclusivamente azioni punitive dirette, senza provocare alcun riposizionamento verso l’alto per i siti virtuosi. L’algoritmo si è limitato a declassare o rimuovere fisicamente dall’indice le pagine in netto contrasto con le norme operative;
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L’Aggiornamento di Dicembre 2025 (Core Update)
L’ultimo intervento dell’anno rappresentato dal Core Update di Dicembre 2025 ha premiato la competenza verticale, sfavorendo le testate generaliste sulle ricerche commerciali mirate (come le classifiche dei prodotti migliori). Queste grandi piattaforme editoriali hanno subito forti oscillazioni anche nei canali dedicati alle notizie, cedendo la visibilità ai marchi ufficiali e ai negozi elettronici specializzati. I siti capaci di dimostrare un vero servizio clienti, recensioni basate sull’esperienza diretta e materiali multimediali privi di banali parafrasi hanno ottenuto i massimi benefici.
L’aggiornamento dedicato a Google Discover nel 2026
Nel febbraio 2026 Google ha rilasciato un core update dedicato al feed di Discover, seguito a marzo dal primo aggiornamento antispam dell’anno:
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L’Aggiornamento Discover di Febbraio 2026
Il Google Discover Update di Febbraio 2026 ha introdotto la prima modifica algoritmica circoscritta al feed di notizie personalizzato, partendo inizialmente dal mercato statunitense in lingua inglese.
Il filtro ha bloccato gli articoli redatti con toni esagerati (clickbait), imponendo l’aggiornamento delle direttive ufficiali per garantire una migliore esperienza di navigazione sulla pagina. La visibilità organica si è ristretta verso un numero minore di editori locali focalizzati su approfondimenti originali, favorendo parallelamente i messaggi istituzionali diffusi tramite i profili sociali certificati;
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Il filtro antispam di Marzo 2026
Il March Spam Update 2026 è stato il primo aggiornamento antispam di Google dell’anno e si è distinto per la sua eccezionale rapidità. Durato appena 19 ore e 30 minuti, ha segnato il record assoluto di velocità per questo tipo di interventi. L’aggiornamento è stato applicato a livello globale e ha coinvolto tutte le lingue.
Si è trattato di un intervento standard di manutenzione ordinaria, senza l’introduzione di nuove policy. Nonostante non vi siano stati comunicati ufficiali di Mountain View, i bersagli principali sembrano essere stati immagini artificiali di massa, siti di liste fotocopia e SEO programmatica di bassa qualità.
March 2026 Core Update: il primo aggiornamento Core dell’anno
Il March 2026 Core Update è stato il primo aggiornamento generale dei sistemi di ranking Google dell’anno, iniziato il 27 marzo e concluso l’8 aprile 2026, per una durata di circa 12 giorni.
Si è trattato di un aggiornamento globale che ha causato una notevole volatilità nelle classifiche, ma senza introdurre nuove regole o linee guida specifiche. In questi casi di norma gli aggiornamenti mirano a migliorare i risultati di ricerca per far emergere in modo più efficace contenuti pertinenti e soddisfacenti per gli utenti, provenienti da qualsiasi tipologia di sito.
In assenza di specifici comunicati da parte di Mountain View, come in questo caso, sono valide le indicazioni generali di Google per rimanere competitivi nel ranking, come l’importanza di concentrarsi sulla creazione di contenuti affidabili, utili e pensati per le persone (“people-first“). I cali di posizionamento non indicano necessariamente degli errori tecnici da correggere sul sito e in ogni caso il recupero avviene di norma con futuri aggiornamenti e non con interventi immediati sui siti.
May 2026 Core Update: il secondo aggiornamento Core dell’anno
Il May 2026 Core Update è stato il secondo aggiornamento generale dei sistemi di ranking di Google dell’anno. È partito il 21 maggio 2026 con un rollout annunciato fino a due settimane e si è concluso il 2 giugno 2026, dopo 11 giorni e 21 ore.
L’aggiornamento è iniziato due giorni dopo la presentazione d’apertura del Google I/O del 19 maggio, dedicata in larga parte alla ricerca con l’intelligenza artificiale. Tra gli annunci della conferenza e il core update manca un nesso causale confermato.
L’aggiornamento è stato molto più volatile di quello di marzo. Google non ha pubblicato un post di accompagnamento né indicato obiettivi specifici: valgono quindi le stesse indicazioni generali descritte nella sezione precedente.
Gli spam update di giugno, agosto e settembre 2026
Fra giugno e ottobre 2026 Google ha rilasciato altri tre spam update:
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Lo spam update di giugno 2026
Il June 2026 Spam Update è partito il 24 giugno e si è concluso il 26, in 2 giorni e 1 ora, con applicazione globale e in tutte le lingue. Google lo ha definito un normale spam update, senza nuove policy, non rivolto allo spam di link né all’abuso della reputazione del sito (la pubblicazione di pagine di terzi che sfruttano l’autorevolezza del sito che le ospita). È stato il primo ad applicare le nuove norme contro lo spam;
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Lo spam update di agosto 2026
L’August 2026 Spam Update, il terzo dell’anno, è partito il 18 agosto e si è chiuso il 21, dopo circa due giorni e mezzo a livello globale e in tutte le lingue. Anche in questo caso Google ha escluso che riguardasse lo spam di link e l’abuso della reputazione del sito;
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Lo spam update di settembre 2026
Il September 2026 Spam Update, il quarto dell’anno, è partito il 24 settembre e si è concluso l’8 ottobre, dopo quasi 14 giorni, su scala globale e per tutte le lingue. Google lo aveva annunciato con una finestra fino a due settimane, molto più ampia di quella dei tre spam update precedenti.
La volatilità si è manifestata a ondate: dal 25 settembre e nel fine settimana successivo, intorno al 30 settembre e tra il 4 e il 7 ottobre. Alcuni osservatori ne hanno descritto l’impatto come più vicino a quello di un core update.