Google ha annunciato di aver varato a livello globale e dunque anche nella versione italiana del motore di ricerca la funzionalità Fonti Preferite. L’opzione è progettata per consentire ai navigatori un maggiore controllo sulle fonti che hanno attinenza con le proprie query che riguardano l’attualità.
Gli utenti possono in pratica decidere quali quotidiani, blog locali o altri siti debbano apparire con maggiore frequenza tra le fonti selezionate dall’algoritmo del motore. Questo aggiornamento personalizza ulteriormente la sezione delle SERP dedicata alle notizie, consentendo ai navigatori di pilotare la visibilità dei propri siti di informazione preferiti.
Personalizzazione e crollo dei clic: i motivi di fondo della funzionalità Fonti preferite
L’arrivo della funzione nel nostro Paese avviene dopo una prima sperimentazione internazionale che era iniziata nell’agosto dello scorso anno. Impossibile non legare il varo e l’espansione globale di Fonti preferite all’esigenza di Google di offrire una risposta agli editori, per arginare la drastica diminuzione di visite che sta colpendo le redazioni digitali di tutto il mondo dopo l’introduzione delle risposte generate dall’intelligenza artificiale.
Il debutto internazionale e l’eredità dei test
Il motore di ricerca aveva in un primo tempo testato la funzionalità Fonti preferite negli Stati Uniti e in India attraverso i suoi Laboratori, per poi espanderla pochi mesi dopo a livello globale, ma solo per gli utenti di lingua inglese. Coloro che hanno partecipato alle fasi sperimentali troveranno le scelte che avevano effettuato già operative. Il sistema trasferisce infatti in modo automatico l’elenco delle testate salvate, garantendo una continuità tra la fase di test e il rilascio ufficiale della funzionalità.

Il calo del traffico proveniente da Google dopo l’introduzione delle risposte di IA generativa e le previsioni per il futuro
In seguito all’introduzione nelle SERP del motore delle AI Overviews e della modalità AI Mode, il contesto editoriale online sta subendo una contrazione dei volumi di traffico provenienti da Google senza precedenti e il futuro è anche più incerto, con gli scenari agentici a cui ha fatto riferimento recentemente il CEO della società di Mountain View, che potrebbero cambiare per sempre il ruolo dei siti web come li conosciamo oggi, nonché con le ipotesi di vere e proprie landing page generate dall’IA in risposta alle query.
Stando ai dati del report Journalism and Technology Trends and Predictions 2026 del Reuters Institute, il traffico organico, cioè quello generato unicamente attraverso l’indicizzazione non a pagamento nei risultati e ottenuto attraverso pratiche di ottimizzazione SEO è calato di un terzo tra la fine del 2024 e il 2025.
Entro la fine del prossimo anno, gli analisti prevedono per i clic verso i siti di informazione un ulteriore calo del 43%. La funzionalità Fonti preferite potrebbe quindi essere solo la prima di una serie di iniziative da parte del colosso di Mountain View per cercare nuove strade in grado di mantenere vivo il legame tra i navigatori del motore e le testate, ma anche tra Google stesso e gli editori.
Un tocco sulla stella: come funziona la selezione delle fonti preferite
L’attivazione della funzionalità Fonti preferite non richiede passaggi tecnici complessi. Tutto ruota attorno a un’azione diretta dell’utente, che può intervenire sulla gerarchia dei risultati nel momento stesso in cui interroga il motore. Questo sistema trasforma il modo in cui le fonti vengono proposte, passando da un ordine puramente algoritmico a uno guidato in parte dalle scelte individuali.
L’interfaccia e la gestione delle preferenze
Per personalizzare i risultati, gli utenti devono innanzitutto avere un intento di ricerca legato all’attualità. Nelle risposte ottenute, accanto alla sezione notizie principali di Google trovano adesso l’icona di una stella: cliccandoci è possibile aggiungere o rimuovere i siti dalla propria lista di preferenze. Una volta effettuata la selezione, i contenuti delle testate promosse iniziano ad apparire più spesso in una sezione dedicata denominata Dalle tue fonti. Il sistema non pone limiti al numero di fonti inseribili, permettendo di alternare con facilità tra grandi testate nazionali e piccoli editori o blogger.

L’impatto sull’algoritmo di ricerca
La selezione effettuata dall’utente agisce come un segnale prioritario per il motore. Questo comando determina una variazione nella frequenza con cui i siti compaiono durante le ricerche legate a cronaca, politica o fatti di attualità. L’IA di Google, chiaramente, non prevede però l’omissione delle altre fonti indicizzate e non preferite: i contenuti provenienti dal resto del web rimangono visibili, ma passano in secondo piano rispetto ai canali informativi che il lettore ha scelto di promuovere in modo esplicito.
Fidelizzazione e nuove strategie: l’impatto sul mercato editoriale
I primi riscontri internazionali evidenziano un cambiamento nelle abitudini di navigazione in seguito alla presenza della funzionalità Fonti preferite. La possibilità di personalizzare il flusso informativo non solo modifica la percezione della ricerca, ma spinge effettivamente gli utenti a tornare con maggiore costanza sulle testate che godono della loro fiducia, aumentando il CTR dei siti stellati.
I segnali del coinvolgimento
I dati raccolti durante il lancio confermano l’efficacia della funzione nel creare un legame più stretto con l’audience. Google spiega che un lettore ha il doppio delle probabilità di cliccare su un sito dopo averlo inserito nel proprio elenco personalizzato. Ad oggi, la selezione ha già riguardato oltre 200mila siti unici. La tendenza alla varietà è netta: più della metà delle persone sceglie di seguire quattro o più fonti, dimostrando un interesse per una pluralità di punti di vista.
Le indicazioni di Mountain View per gli editori
Google invita i proprietari di siti web a muoversi proattivamente per farsi includere tra le fonti preferite e suggerisce di guidare la propria audience verso l’attivazione della preferenza. E’ possibile verificare se il proprio sito è idoneo per essere aggiunto come fonte preferenziale inserendo l’URL del sito nello strumento Preferenze Fonti.
Lo strumento va incontro all’obiettivo che per chi produce informazione online, a prescindere dallo scenario in cui si trova ad operare è quello di sempre e cioè trasformare il passaggio occasionale sui propri articoli in una presenza fissa e prioritaria all’interno delle ricerche quotidiane dei navigatori, per poter proporre loro insieme all’informazione ciò che consente il sostegno economico dell’impresa editoriale: annunci pubblicitari, ma anche contenuti premium e abbonamenti.
In gioco c’è anche l’interesse di Google. Molti dei siti che grazie a Fonti preferite potrebbero recuperare clic e impression sugli annunci commerciali espongono infatti sulle loro pagine le creatività di AdSense, il network pubblicitario online della società di Mountain View, che ha una quota di mercato intorno al 20%.